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Vercingetorige (80 a.C.- 46 a.C.)
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Vercingetorige
Alise-Sainte-Reine, Côte-d'Or © hemis.fr
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Statere
Sarthe e Calvados © RMN-Grand Palais (musée d'Archéologie nationale) / Hervé Lewandowski
Vercingetorige, re degli Arverni, leggendario eroe della guerra dei Galli, fu, come indica il suo nome in lingua celtica, "il grande re dei guerrieri". Seppe radunare intorno a sé la maggior parte dei popoli della Gallia, fino ad allora divisi da aspre rivalità, e guidare per dieci mesi la resistenza dei Galli uniti contro le legioni romane, il più grande esercito del mondo, infliggendo a Cesare una cocente sconfitta a Gergovia, prima di essere battuto ad Alesia.
Quando Cesare invade la Gallia, nel 58 a.C., il padre di Vercingetorige, Celtillo, che si apprestava a prendere il comando del suo popolo contro i Romani, viene messo a morte dall'aristocrazia arverna che lo sospettava di voler restaurare la monarchia. Alla sua morte, Vercingetorige segue gli eserciti di Cesare in qualità di alleato per sei anni, prima di ritornare dal suo popolo nel momento in cui inizia la prima ribellione gallica, a Cenabum (Orléans), nel 52 a. C., un tumulto generale da cui riesce a emergere come leader.
La sua strategia è di evitare il confronto diretto con le legioni di Cesare e, nel contempo, di sfinire l'esercito romano tramite la tattica della terra bruciata. Tuttavia, quando Cesare, sconfitto a Gergovia, decide di ripiegare sulla provincia narbonese, i Galli commettono l'errore di attaccare l'esercito romano in marcia presso Digione. Vercingetorige deve ritirarsi fino ad Alesia dove, preso in trappola, dopo due mesi di assedio, depone le armi ai piedi di Cesare. Morirà sei anni dopo, strangolato nel carcere sotterraneo del Tullianum, a Roma.










