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Sieyès (1748-1836)
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Sieyès
© RMN-Grand Palais / Agence Bulloz
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Sieyès
© RMN-Grand Palais (Château de Versailles) / Droits réservés
Figlio di un direttore delle poste, nato a Fréjus, Emmanuel Joseph conte di Sieyès, ordinato sacerdote, si ritrova gran vicario del vescovo di Chartres nel 1787. Favorevole alle nuove idee, nel 1789, pubblica l'opuscolo Qu'est-ce que le tiers état? che lo rende subito famoso. Eletto deputato del Terzo a Parigi, è lui a proporre ai deputati degli Stati Generali di costituirsi in "Assemblea nazionale" ed a scrivere il Giuramento della Pallacorda (20 giugno 1789). Tuttavia, ben presto si eclissa, proponendo dei progetti costituzionali nel 1791, 1795 e 1799, che saranno giudicati troppo complicati.
Deputato della Sarthe alla Convenzione, seppur a favore di una monarchia costituzionale, alleato con i Foglianti, vota per la morte di Luigi XVI, si "spreta" e rimane nell'ombra durante il regime del Terrore, soprannominato da Robespierre "la talpa della Rivoluzione".
Deputato nel Direttorio del Consiglio dei Cinquecento, poi Direttore nel 1799, fomenta con Bonaparte il colpo di Stato del 18 Brumaio. Divenuto console provvisorio, partecipa alla Costituzione dell'anno VIII, ma Bonaparte, giudicandola inapplicabile, la modifica. Un mese dopo, Sieyès viene sostituito da Cambacérès. Nominato senatore (1800), membro dell'Académie française (1803), non riveste più alcun ruolo importante. Proscritto come regicida durante la seconda Restaurazione, è costretto a recarsi in esilio a Bruxelles tra il 1816 e il 1830, dove David gli farà uno splendido ritratto.






