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  • Mazarino

    Mazarino

    Mazarino. © RMN-Grand Palais / Gérard Blot

  • Mazarino e Anna d'Austria

    Mazarino e Anna d'Austria

    © RMN-Grand Palais (Musée du Louvre) / Hervé Lewandowski

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Nato in Abruzzo, Giulio Mazzarino, operando prima nell'esercito pontificio e poi nella diplomazia papale, viene inviato in missione in Francia dove incontra Richelieu (1630). Vice-legato pontificio ad Avignone (1634), nunzio apostolico a Parigi (1634-36), naturalizzato francese (1639), gli viene concesso il cappello cardinalizio nel 1641. Entrato nel Consiglio reale alla morte di Richelieu (1642), diventa, alla morte di Luigi XIII (1643), il principale ministro della reggente Anna d'Austria.

Si ritrova, allora, ad affrontare l'ostilità degli "Importanti". All'estero, le vittorie che costellano la reggenza mettono fine alla guerra dei Trent'anni (trattato di Vestfalia, 1648). Tuttavia, il moltiplicarsi di nuove tasse scatena la Fronda parlamentare a cui Mazarino, impavido di fronte al vilipendio (mazarinades), pone fine (pace di Rueil, 1649). Gli succede la Fronda dei principi. Esiliato per ben due volte, continua a governare tramite la regina (e tramite Servien, Lionne, Le Tellier), prima di fare un'entrata trionfale a Parigi (febbraio 1653) a fianco del re, maggiorenne dal 1651.

Mazarino si adopera quindi a risanare le finanze, aiutato da Fouquet e Colbert. All'estero, la Spagna è costretta alla pace dal trattato dei Pirenei (1659). Lasciando al figlioccio Luigi XIV un regno restaurato e una fortuna favolosa, Mazarino muore nel marzo 1661.

Mazarino (1602-1661) © RMN-Grand Palais / Thierry Ollivier