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Jean de La Fontaine (1621-1695)
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La Fontaine (1621 – 1695)
© RMN-Grand Palais (Château de Versailles) / Daniel Arnaudet / Hervé Lewandowski
Nato a Château-Thierry l'8 luglio 1621, novizio presso la Congregazione dell'Oratorio a vent'anni, a ventisei è sposato e padre di famiglia. Quando, nel 1658, Jean de La Fontaine eredita dal padre la carica di sovraintendente alle acque e alle foreste ha un unico interesse: quello per la letteratura.
Presentato a Fouquet, nel 1657, sovrintendente alle finanze all'apice della potenza, diventa il suo poeta preferito, incontra Molière, Racine, Madame de Sévigné. Ma nel 1661, Fouquet cade in disgrazia e La Fontaine, che gli resta fedele (Elegia alle ninfe di Vaux), perde ogni protezione.
Al proprio ritorno a Château-Thierry, la duchessa di Bouillon, nipote di Mazzarino appena giunta in città, gli chiede di distrarla. Tra il 1664 e il 1667 vengono così pubblicati ventisette Racconti e novelle in versi che donano a La Fontaine la reputazione di autore libertino ed elegante. Per farsi perdonare i suoi "scritti frivoli", pubblica allora la sua prima raccolta diFavole suddivise in sei libri, preceduta da una Vita d'Esopo, nel 1668. La raccolta conobbe un successo immediato, ma non fu tuttavia sufficiente a fagli ottenere una pensione da parte del re. I Nuovi racconti, usciti nel 1674, vengono censurati. Senza risorse, La Fontaine vende la casa paterna. I libri dal VII al XII delle Favolevengono pubblicati tra il 1678 e il 1679. Finalmente accolto nel 1684 all'Académie française sotto l'egida di Colbert, La Fontaine pronuncia il suo elogio. Nel 1693, la pubblicazione del XII libro delle Favole termina con il poema Le Juge arbitre, l'Hospitalier et le Solitaire che è anche il suo testamento. Morì il 13 aprile 1695.









