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  • Francesco I

    Francesco I

    © RMN-Grand Palais (musée du Louvre) / Hervé Lewandowski

  • Francesco I nella battaglia di Marignano

    Francesco I nella battaglia di Marignano

    Francesco I nella battaglia di Marignano, 14 settembre 1515. © RMN-Grand Palais (Château de Versailles) / Jean-Marc Manaï

  • Intervista di Francesco I e di Enrico VIII nel 1520

    Intervista di Francesco I e di Enrico VIII nel 1520

    Intervista di Francesco I e di Enrico VIII nel 1520. © RMN-Grand Palais (Château de Versailles) / Gérard Blot

  • Francesco I cavaliere da Bayard

    Francesco I cavaliere da Bayard

    Francesco I cavaliere da Bayard. © RMN-Grand Palais / René-Gabriel Ojéda

  • Francesco I

    Francesco I

    © RMN-Grand Palais (musée du Louvre) / Hervé Lewandowski

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Nel 1515, Francesco l,  capostipite del ramo dei Valois-Angoulême, succede a suo cugino Luigi XII di cui ha sposato la figlia Claudia di Francia. Seguirà un regno di trentadue anni sulle contrassegnato dalle guerre d'Italia, dalla vittoria di Marignano (oggi, Melegnano) e dall'importazione del “Quattrocento” in Francia, ma anche dallo scontro con gli Asburgo dopo l'elezione di Carlo Quinto al trono del Sacro Romano Impero Germanico agognato da Francesco l (1519).

Durante la terribile disfatta di Pavia (1525), il rispetto dell'onore (non indietreggiare) conduce alla prigionia di Francesco l. Segue, poi, il disastroso trattato di Madrid (la Francia perde un quarto del suo territorio) violato da Francesco l non appena liberato (1526). Alla ripresa della guerra, Francesco l è costretto a cercare l'alleanza di Solimano il Magnifico e dei principi protestanti tedeschi, il che suscita lo sdegno della Cristianità. La lunga lotta che ne consegue approda all'attuazione di un fragile equilibrio europeo con la tregua di Crépy-en-Laonnois (1544).

All'interno del Paese, l'assolutismo dilaga. Ne è prova la formula di beneplacito adottata da Francesco “car tel est notre bon plaisir" ("Perché questo è il nostro piacere") e l'espressione "Sua Maestà" resa ormai obbligatoria. Dopo lo scandalo (nella notte fra il 17 e il 18 ottobre 1534), dei Placards, ossia i manifesti che denunciavano l'eresia della messa cattolica, la questione dei protestanti, allora repressi, resterà in sospeso. Il re fonda il Collegio di Francia, fa edificare Fontainebleau e Chambord, castelli rappresentativi del primo Rinascimento Francese. L'ordinanza di Villers-Cotterêts impone il francese come lingua ufficiale del regno (1539).

« Perché questo è il nostro piacere »

Francesco I