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L'appello del 18 giugno

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  • L'appello del 18 giugno

    L'appello del 18 giugno

    Il 18 giugno 1940, con il suo discorso visionario e folgorante, Charles de Gaulle salva l'onore della Francia. © AFP

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Giugno 1940. Ricusando la capitolazione della Francia di fronte agli invasori nazisti, il generale de Gaulle raggiunge Londra per continuare a combattere. Il 18 giugno, lancia il suo appello alla Resistenza sulle frequenze della BBC, atto fondatore della Francia Libera. Grazie all'adesione di una parte dell'impero coloniale francese, crea le Forze Francesi Libere e si impone a fianco degli Alleati.

La sera del 16 giugno 1940, posto in minoranza in seno al proprio governo dai partigiani dell'armistizio, Paul Reynaud, presidente del Consiglio, si dimette. Il maresciallo Pétain, nominato presidente del Consiglio dal presidente della Repubblica, intavola delle trattative con il nemico e, il 17 giugno, chiede ai francesi di deporre le armi.

In reazione alla richiesta di armistizio, Charles de Gaulle vola a Londra. Si insedia con il suo aiutante di campo, Geoffroy Chodron de Courcel, in un appartamento prestatogli da un francese, presso Hyde Park, al numero 6 di Seymour Place. Decide, quindi, di scrivere un discorso per respingere la sconfitta e fare appello al prosieguo del combattimento.

Incoraggiato dal Primo Ministro britannico, Winston Churchill, pronuncia questo discorso sulle frequenze della BBC, la sera del 18 giugno 1940. Dichiara che la guerra non è ancora persa, insistendo sul fatto che “la Francia non è sola!”. Da grande idealista, afferma anche che “si tratta di una guerra mondiale”, aggiungendo che “è in gioco il destino del mondo”.

Lo scopo fondamentale del generale de Gaulle è, e sarà, di garantire alla Francia un posto a fianco dei futuri vincitori.

Il 18 giugno 1940, grazie a questo discorso tanto visionario quanto folgorante, Charles de Gaulle salva l'onore della Francia.