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Il museo Jacquemart André
Una vita intera dedicata a una passione: raccogliere oggetti d'arte. Nella loro sontuosa residenza privata, in avenue Haussmann a Parigi, punto nevralgico della plaine Monceau, una eccezionale coppia di collezionisti ha realizzato alla fine del XIX secolo una dimora di grande impatto scenografico dove la cornice haussmanniana compete con gli oggetti e il mobilio del XVIII secolo, con dipinti, sculture e pezzi preziosi, spesso provenienti da viaggi compiuti in Europa. Un gioco di specchi vertiginoso, un'orchestrazione sapiente di epoche, opere d'arte e stili. Ovvero lo stile eclettico nella sua perfezione.
La residenza privata fu commissionata nel 1868 all'architetto Henri Parent da Édouard André, erede di una delle più grandi fortune del Secondo Impero. La dimora privata è poi diventata il musée Jacquemart-André. Il cortile permette di accedere a un maneggio, una selleria, delle scuderie e un garage per 13 auto! © Charles Duprat
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Progettati per i coniugi Jacquemart-André per i loro ricevimenti, i saloni di gala ne riflettono il gusto per la pittura francese e le arti decorative del XVII secolo. Nel salone dei dipinti, si ammirano le tele di prestigiosi artisti fra cui Boucher, Chardin, Canaletto e Nattier. © C. Recoura
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La sala della musica è tipica del Secondo Impero con le pareti ricoperte da tessuti di colore rosso e i mobili in legno scuro. La coppia poteva far sparire le pareti laterali del grande salone vicino tramite dei martinetti idraulici per unire gli spazi destinati ai ricevimenti e dar vita a feste sontuose al ritmo della musica. © C. Recoura
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Nel Grand Salon, Edouard André accoglieva i suoi invitati in una scenografia imponente e molto armoniosa, tipica dell'arte decorativa dell'epoca che faceva coesistere mobili, oggetti antichi e copie di stile: in altri termini, l'eclettismo. © Studio Sébert Photographes
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La coppia possedeva già alcuni magnifici parati che decoravano questa stanza prima della costruzione della residenza. La sala degli arazzi è quindi stata adattata alle dimensioni dei parati che la decoravano. © Studio Sébert Photographes
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Marcata ambientazione Secondo Impero nel fumoir di Edouard André, dove gli uomini si riunivano alla fine dei ricevimenti circondati da numerosi oggetti provenienti da viaggi lontani, in particolare dall'Oriente. © Studio Sébert Photographes
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Negli appartamenti privati, l'ambiente si fa più intimo ma si ritrova la stessa profusione, la stessa ricchezza delle collezioni del XVIII secolo. Nella sua stanza da letto, Nélie Jacquemart decise di tornare all'ambientazione del regno di Luigi XV. Nella camera del marito (foto), si ammira la bellissima ambientazione stile Luigi XVI e stile Transizione. © Studio Sébert Photographes
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Il giardino d'inverno e la scalinata sono delle magnifiche testimonianze del gusto teatrale di Édouard André nonché del genio del suo architetto Henri Parent. Un gioco di specchi fa sì che la scalinata e i suoi materiali preziosi si riflettano su tutte le pareti, portando l'illusione al suo culmine. © Sofiacome
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Un accenno di villa veneziana… Per dare il tocco finale alla scalinata d'onore, i coniugi Jacquemart-André hanno collocato questo grande affresco dipinto da Giambattista Tiepolo per la villa Contarini in Veneto dove lo scoprirono e acquistarono nel 1893. © Studio Sébert Photographes
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Sala delle sculture (foto), sala fiorentina, sala veneziana… Appassionati al Rinascimento italiano, i coniugi hanno realizzato un vero e proprio museo italiano al primo piano della dimora. Pezzi appassionanti mostrati soprattutto agli intimi che costituivano il giardino segreto dei collezionisti. © Studio Sébert Photographes
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La sala fiorentina. Alla morte di Edouard, la moglie realizza qui una sorta di cappella privata, ora luogo di culto dove ammirare opere di ispirazione religiosa (stalli, retablo e monumento funerario) ora galleria di dipinti, in particolare della scuola fiorentina. © Culturespaces
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La facciata sul boulevard Haussmann si ispira al Petit Trianon. Un'infatuazione per il XVIII secolo di cui l'intera dimora è testimonianza, i cui ambienti e collezioni mescolano con rara armonia copie ispirate e capolavori del XVIII secolo. © Studio Sébert Photographes
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